L’obiettivo del decreto ministeriale è fornire agli studenti in alternanza scuola-lavoro l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curricolari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro, senza trascurare la tutela della salute e della sicurezza
La normativa sulla sicurezza considera lo studente che si reca in azienda per progetti di alternanza scuola-lavoro alla stregua del lavoratore.
Lo considera in particolare come equiparato, ovvero articolo 2, comma 1, del Testo unico sicurezza lavoro: “il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società o dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del Codice Civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle Leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro“.
La formazione che dovrà seguire lo studente è regolata dall’articolo 37 del TU (Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti) e dagli Accordi Stato Regioni.
I momenti formativi comprenderanno la Formazione generale riferita a Leggi, normative vigenti, approfondimenti sulla sicurezza sul lavoro e la Formazione specifica, riferita ai rischi e alle caratteristiche del luogo di lavoro che ospiterà lo studente.
Lo studente rappresenta quindi a tutti gli effetti un componente dell’azienda, componente per il quale si applica quanto previsto dalla normativa in materia di rischi, prevenzione, visite, formazione.
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